Logo Opendata Sardegna

ConfiscatiBene Sardegna

Gli immobili della criminalità organizzata: viaggio alla scoperta dei beni confiscati in Sardegna

inserito da
Laura Iannelli
il 02/02/2018

 

Tipologia di partecipante: 
Un'inchiesta di data-driven journalism che analizza la presenza di immobili confiscati in via definitiva in Sardegna e affidati agli enti locali, monitorando il riuso di questi beni a fini sociali e istituzionali e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni affidatarie.

 

L'inchiesta è stata sviluppata tra ottobre 2017 e gennaio 2018 da nove studenti del corso di "Comunicazione e Partecipazione Politica" dell'Università di Sassari. In collaborazione con il progetto nazionale ConfiscatiBene, gli studenti hanno 1. esplorato il panorama legislativo relativo alla confisca dei beni e alla loro restituzione al patrimonio pubblico. 2. monitorato le informazioni sui beni confiscati presenti nei siti dei comuni affidatari, secondo i dati messi a disposizione dalla ANBSC su Open RE.G.I.O. 3. sollecitato – attraverso richieste FOIA e di riesame – la pubblicazione dei dati o il completamento di quelli pubblicati. 4. raccolto altre informazioni attraverso giornali locali e nazionali. 5. individuato le best practices a livello nazionale per suggerire idee di riuso anche a livello locale. 6. raccontato le storie del riuso (e del non riuso), le storie delle amministrazioni trasparenti (e di quelle inadempienti). Il risultato di questo lavoro è raccontato in un sito che fornisce anche una mappa della Sardegna, in cui è possibile visualizzare le storie dei beni confiscati, e un'infografica, che sintetizza l’impatto delle richieste FOIA inviate nell'ambito di questa inchiesta. 

Obiettivi

1) monitorare la trasparenza dei Comuni a cui i beni confiscati sono assegnati dalla ANBSC e sollecitare queste amministrazioni, attraverso l'utilizzo di strumenti come il Foia, alla pubblicazione di dati (completi e in formato aperto) relativi al riuso dei beni confiscati. 

2) informare gli altri cittadini su cosa sono i beni confiscati e sul valore dei processi attraverso cui un bene sottratto alla criminalità produce nuove risorse (anche in termini di lavoro per i giovani)

3) coinvolgere gli altri cittadini e i giornalisti locali, attraverso l'uso di licenze aperte, nelle pratiche di diffusione e integrazione dei dati e delle informazioni raccolte in questo monitoraggio

4) valorizzare il riuso dei dati geografici pubblicati in formato aperto dalla Regione Sardegna per la visualizzazione su mappa dei Comuni a cui fanno riferimento i beni confiscati, semplificando così la lettura delle storie di questi beni per ciascun Comune. 

5) sperimentare strategie didattiche innovative all'interno dei corsi universitari, orientate a fare conoscenze e competenze relative ai rapporti tra i cittadini e PA, agli open data, al riuso dei dati aperti attraverso il data journalism, alla visualizzazione e georeferenziazione dei dati, all’organizzazione del lavoro in team e al problem-solving

Software utilizzati
GitHub, Excel, Word, Dropbox, Google Docs, Canva, Prezi, Final Cut

Destinatari 
1. i cittadini e i giornalisti locali, che possono proseguire il monitoraggio integrando e aggiornando i dati raccolti
2. le PA, che vengono sollecitate alla pubblicazione di dati aperti e alla realizzazione di esempi virtuosi di riuso
3. i giovani, che tramite le informazioni sulle migliori pratiche di riuso dei beni confiscati possono creare nuove occasioni lavorative.

Realizzato da: 
Studenti del corso di "Comunicazione e Partecipazione Politica" dell'Università di Sassari: Elisa Mulas (project manager), Claudia Casu, Sara D’Angelo, Laura Dettori, Valeria Dettori, Giorgio Fois, Maria Roberta Orrù, Stefano Sanna e Mattia Serra (coordinati da Laura Iannelli e Andrea Nelson Mauro)
Licenza: 
Tutti i contenuti sono sotto la licenza CC-By SA 4.0
Slides di presentazione: 
https://prezi.com/8zsicfazvwyj/confiscatibene-sardegna/?utm_campaign=share&utm_medium=copy
Video presentazione: